Lavoro: +437.000 posti nel secondo trimestre, 329.000 sono a termine

Il numero di occupati tra i giovani 15-34enni torna a a calare su base tendenziale

“Nel secondo trimestre 2017 prosegue la tendenza all’aumento dell’occupazione con una crescita “ancora interamente determinata dalla componente del lavoro dipendente”.

E’ la fotografia scattata dall’Istat, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dall’Inps e dall’Inail che hanno pubblicato la quarta Nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell’occupazione relativa al secondo trimestre 2017  da cui emerge che le posizioni lavorative del periodo sono 437.000 in più rispetto al secondo trimestre 2016, di cui 329.000 contratti a tempo determinato e 108 mila a tempo indeterminato (compreso l’apprendistato).

Secondo i dati delle Comunicazioni obbligatorie del Ministero del Lavoro, su base annua, per il quinto trimestre consecutivo è continuato a ritmi crescenti l’aumento del lavoro dipendente a tempo determinato (rispettivamente +44 mila, +66 mila, +145 mila, +241 mila, +329 mila).

Questi segnali, si legge nella nota, “si rafforzano se si considerano le imprese industriali e dei servizi che mostrano, anche secondo la fonte Uniemens-Inps, un forte incremento del tempo determinato (+482 mila su base annua). Contestualmente, per le posizioni lavorative a tempo indeterminato si osserva una sostanziale stabilizzazione della crescita in entrambe le fonti”, spiega il comunicato.

Secondo i dati Istat, si continua a registrare un aumento tendenziale dell’occupazione (+153 mila) a fronte della diminuzione sia delle persone in cerca di lavoro (-154 mila) sia degli inattivi (-76 mila). Significativo l’impatto dell’invecchiamento della popolazione sul mercato del lavoro che contribuisce a spiegare la crescita del numero degli occupati ultracinquantenni, indotta anche dall’allungamento dell’età pensionabile. I tassi di occupazione per età, che per definizione non risentono degli effetti demografici, crescono su base annua per le persone con più di 34 anni – e in particolare per gli ultracinquantenni – mentre permane debole la tendenza al recupero per i giovani fra i 15 e 34 anni. Il numero di occupati tra i giovani 15-34enni rimane stabile rispetto al trimestre precedente e torna a calare su base tendenziale (-0,7 per cento, -38 mila unità).

“Dopo quattro anni di variazioni tendenziali negative, a partire dal quarto trimestre del 2016, il numero dei lavoratori a chiamata registra una prima inversione di tendenza (+2,5%). Nel primo trimestre 2017, anche a seguito dell’abrogazione del lavoro accessorio, si osserva una significativa ripresa (+13,5%) che si accentua notevolmente nel secondo trimestre 2017 (+73,7%), con un incremento assoluto di 92 mila unità. Analogamente  il numero di lavoratori coinvolti nel lavoro somministrato, in aumento dal secondo trimestre 2013, si conferma in forte crescita su base tendenziale nel primo e nel secondo trimestre del 2017 (+22,4%, +24,4% e rispettivamente)”.

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