Via libera Def e manovra, Gentiloni “no aumenti tasse”

Rivista al rialzo crescita del Pil per il 2017, all’1,1% dall’1%

Via libera del Consiglio dei ministri al Documento di economia e finanza che ridisegna il quadro programmatico dei conti pubblici inglobando la correzione strutturale dello 0,2% del Pil richiesta dalla Commissione europea. Il governo ha approvato ‘salvo-intese’ il maxi decreto con la manovrina da 3,4 miliardi e le misure per la crescita e per la ricostruzione post-sisma. Contestualmente è stato varato anche il piano di investimenti pari a 47,5 miliardi da qui al 2032 che sarà affidato a un Dpcm.
“Abbiamo i conti in ordine senza aumentare le tasse ma accompagnando il risanamento con misure di sviluppo e promozione della crescita, quindi il lavoro fatto in questi anni dal governo continua e continua con il binomio riforme-crescita”, ha sottolineato il premier, Paolo Gentiloni.

La crescita del Pil per il 2017 è stata rivista leggermente al rialzo all’1,1% dall’1% indicato in autunno mentre le previsioni per il 2018 e 2019 sono state tagliate all’1%, rispettivamente dall’1,3% e dall’1,2%. Il rapporto deficit/Pil quest’anno scende dal 2,3 attorno al 2,1%, ha detto Gentiloni, e per il prossimo anno sarà confermato all’1,2%, nel rispetto degli impegni presi con l’Europa. Sul deficit è in corso la trattativa con Bruxelles e il governo conta di ottenere ulteriori margini di flessibilità in autunno portando l’asticella all’1,8-2%. Nel 2019 il deficit è confermato allo 0,2%.

“Le nostre previsioni sono conservative e prudenti. Lo sono in particolare per il 2018. C’è una previsione di deficit che è del Patto di stabilità europeo e che è di per sé molto severa e rispetto alla quale noi lavoreremo nei prossimi mesi perché siamo convinti che la discussione avviata in Europa possa portare a esiti positivi, ma noi rispettiamo le regole e abbiamo inserito la previsione”, ha detto Gentiloni.

Il debito si conferma al 132,5% nel 2017 per poi salire al 131% nel 2018. “Il rapporto debito/Pil si stabilizza attorno al valore dell’anno scorso: questo è un risultato estremamente importante, ottenuto anche in assenza di inflazione”.

Come di consueto, insieme al quadro programmatico, il Governo ha approvato anche il Piano nazionale di riforme da inviare a Bruxelles. Nel Pnr, ha assicurato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, “vengono ribaditi i pilastri dell’agenda di riforme strutturali del governo con la contrattazione decentrata, la legge sulla concorrenza, la lotta alla povertà, le privatizzazioni, oltre che le riforme di giustizia civile e amministrative importanti per la crescita”.

In particolare, ha proseguito il titolare dell’Economia, “i numeri sulle privatizzazioni sono confermati: troveremo il modo e i canali, anche originali, per gestire questo aspetto che è di molteplici benefici perché non è solo riduzione del debito ma anche efficienza di gestione finanziaria e delle imprese”.  Il governo, ha garantito ancora Padoan, “mantiene tutti i suoi impegni, compresi quelli sui contratti con la Pubblica Amministrazione“.

Nel Def quest’anno debuttano i primi indicatori del benessere equo e sostenibile, i cosiddetti Bes. Accanto alle tabelle sul deficit e sull’avanzo primario, entrano quindi anche le previsioni sugli indici del benessere. Si tratta di una sperimentazione e si parte con 4 categorie: reddito, lavoro, disuguaglianza e C02. Il decreto omnibus con la manovrina di correzione dei conti e le misure per la crescita e gli Enti locali non ha ottenuto un pieno via libera dal governo ma è stato approvato nella formula ‘salvo-intese’. Restano ancora da definire alcune delle misure per arrivare all’aggiustamento da 3,4 miliardi richiesti dalla Commissione europea. Piatto forte sarà il pacchetto di misure antievasione, a partire dall’estensione oltre il 2017 dello split payment (meccanismo che obbliga la Pubblica Amministrazione a trattenere e versare direttamente all’erario l’Iva sulle fatture emesse dai propri fornitori) anche alle controllate pubbliche, su cui l’esecutivo ha ottenuto il primo via libera di Bruxelles, che dovrebbe portare nelle casse dello Stato almeno un miliardo. Il resto, circa 200 milioni, arriverà da un aumento delle accise sui tabacchi e dai tagli di spesa che dovrebbero garantire 700-800 milioni ma devono essere ancora limati. “Alcune misure sui tagli di spesa sono quasi ben definite. Bisogna però che siano tutte ben definite perché alla fine è  il pacchetto che conta. Ci sono alcune misure che andranno ulteriormente specificate”, ha spiegato Padoan.

Ci sarà anche un intervento sui giochi che dovrebbe portare in dote fino a 400-500 milioni: si punta all’aumento di un punto percentuale del prelievo unico erariale sulle new slot e dello 0,5% sulle videolotterie mentre si sta ancora valutando se mettere mano alla tassa sulla fortuna. Parte delle risorse per finanziare l’aggiustamento potrebbe arrivare anche dalla rottamazione delle cartelle di Equitalia, ma su questo bisognerà attendere il giudizio di Bruxelles visto che si tratta di una misura una tantum e la Ue ha chiesto misure strutturali. Nella manovrina dovrebbe entrare anche la rottamazione delle liti fiscali pendenti, proprio sul modello di quella condotta per le cartelle esattoriali. L’operazione dovrebbe consentire ai contribuenti di chiudere il conto con il Fisco senza versare sanzioni e interessi, ma pagando solo quanto richiesto inizialmente. Nel menu delle misure potrebbe essere inserita anche una stretta sulle compensazioni tra debiti e
crediti fiscali. Con il maxi decreto arriveranno anche le misure per la crescita e il fondo da oltre un miliardo l’anno, per un triennio, per la ricostruzione delle zone colpite dal sisma. Per evitare ingorghi parlamentari, sono stati inglobati anche gli interventi del provvedimento enti locali in via di definizione come lo sblocco del turnover del Comuni.

Ecco nel dettaglio alcune delle misure che dovrebbero essere contenute nel decreto:

SPLIT PAYMENT: estensione oltre il 2017 e alle controllate pubbliche. Dalla misura è atteso almeno 1 miliardo.

STRETTA SUI TABACCHI: l’aumento delle accise sui tabacchi dovrebbe garantire 200 milioni.

NUOVO ROUND SPENDING REVIEW: tagli di spesa ai ministeri ancora da definire che dovrebbero portare in dote circa 700-800 milioni.

COMPENSAZIONI: possibile una stretta sulle compensazioni tra debiti e crediti fiscali.

GIOCHI: tassa sulla fortuna con l’aumento dal 6 all’8% del prelievo sulle vincite del lotto. Aumento dello 0,5% del prelievo erariale unico sulle videolotterie e dell’1% sulle new slot.

ROTTAMAZIONE LITI FISCALI: sulla falsariga della rottamazione delle cartelle esattoriali, sarà possibile chiudere i conti con il fisco versando solo l’imposta accertata. Il meccanismo consentirebbe di cancellare tutte le sanzioni e gli interessi a partire dal momento in cui il contribuente ha avviato il contenzioso.

FONDO TERREMOTO: oltre un miliardo per tre anni per la ricostruzione nelle zone colpite dal sisma. Agevolazioni e misure ad hoc per i Comuni come la sospensione dei vincoli del pareggio di bilancio per il 2017-2018.

NOVITA’ PER LE IMPRESE: ritocchi all’Ace e al patent box. Possibile anche un prolungamento a tutto il 2018 per la consegna dei beni che beneficiano dell’iperammortamento.

CONTRATTI PUBBLICO IMPIEGO: in arrivo altri 2,8 miliardi di euro per arrivare all’aumento contrattuale medio di 85 euro con i rinnovi 2016-2018.

SBLOCCO TURN OVER COMUNI: ampliamento della possibilità di assunzioni nei Comuni. In arrivo anche misure a favore delle Città metropolitane.

INVESTIMENTI: varato il piano di investimenti da 47,5 miliardi fino al 2032, che sarà  oggetto di un Dpcm. Pronta una prima tranche da oltre 25 miliardi con i contratti di programma di Rete ferroviaria italiana (9 miliardi), Anas (5 miliardi) e i grandi valichi.

Il Def aggiorna, come accennato,  il quadro programmatico dei conti pubblici inglobando la correzione strutturale dello 0,2% del Pil. Il Governo rivede al rialzo la stima di crescita per il 2017 all’1,1% e riduce le previsioni per il 2018 e 2019 all’1%. Il deficit/Pil scende al 2,1% quest’anno e viene fissato all’1,2% nel 2018 ma e’ in corso la trattativa con Bruxelles per ottenere ulteriori margini di flessibilità e portare l’indebitamento netto all’1,8-2% in autunno con la Nota di aggiornamento.

 

2017 2018 2019
PIL 1,1% 1%   1%
DEFICIT 2,1% 1,2%   0,2%
DEBITO 132,5% 131% 128,2%
DEFICIT STRUTTURALE 1,5% 0,7% +0,1%
IMPATTO MANOVRA 0,2% 0,1% 0,4%

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