Si continua a parlare dei mercati settimanali, dei disagi che creano e del loro futuro.
Di seguito riportiamo un documento inviato dalla Confesercenti di Palermo al Sindaco ed al Consiglio Comunale
I primi 6 mercatini settimanali sono stati instituiti nel 1978. Già nel 1982 erano divenuti 9 per diventare 12 nel 1985, e nel 1996, a seguito della sanatoria prevista da una legge regionale, sono "emersi" gli altri per arrivare agli attuali 24.
Appare del tutto evidente che, se la situazione è degenerata, le cause sono principalmente due:
- L'avere considerato il commercio su aree pubbliche un settore rifugio e cioè un vero e proprio ammortizzatore sociale;
- Lo scarso interesse di una parte dell'amministrazione che considera i mercati settimanali un problema da ghettizzare e marginalizzare.
L'ultimo documento di programmazione dei mercati, il Piano di Urbanistica del Commercio che dimensiona anche i mercatini settimanali, risale al 2002. In quella data i mercatini erano 24, corrispondenti al numero attuale di quelli ufficiali (ne esistono almeno 4 completamente abusivi) con 2293 "posteggi assegnati" che oggi sono diventati almeno 2500.
Le aziende che gravitano nei mercati sono circa 650 per almeno 1500 addetti e per un volume d'affari stimato sui 40 milioni di €uro annui. Queste stime sono molto prudenziali e non tengono conto del fenomeno dell'abusivismo che ha la stessa consistenza di quello regolare e che in alcuni mercati è anche maggiore.
Alcuni settori oramai, come ad esempio l'ortofrutta, vedono la preponderanza di operatori abusivi che non offrono alcuna garanzia ne di carattere igienico sanitario ne sul fronte delle possibili frodi in commercio.
La mancanza di controllo ha consentito il diffondersi di fenomeni di microcriminalità quali borseggi o spaccio di moneta falsa. Spesso criminali ed abusivi coincidono, cosi come sono tanti i precari o gli assistiti dal comune che preferiscono non fare emergere la loro attività ingrossando le file di un abusivismo che non sempre è di bisogno ma che spesso è speculativo.
A causa dei fenomeni legati all'abusivismo, in molte aree è sempre più difficile la convivenza tra residenti e mercato. Tante sono le situazioni di crisi per citare le più "pesanti" Don Orione, Sferracavallo, Zisa.
Se non ci sarà una inversione di tendenza questa realtà economica rischia di sparire.
Riteniamo che la prospettiva commerciale della nostra città sia legata all'equilibrio tra le varie forme di commercio ed il commercio su aree pubbliche può dire la sua se agli operatori del settore sarà consentito di potere esprimere il loro potenziale.
Il nostro obiettivo è quello di tutelare le imprese e quegli imprenditori che in questa forma di commercio intravedono una opportunità imprenditoriale. Marginalità e precariato non rientrano tra la tipologia di attività che intendiamo tutelare, chi promuove il "socialismo reale" all'interno della categoria lo fa solo a fini politico clientelari ed associativo clientelari.
Le location.
Abbiamo già accennato ad alcuni punti di crisi. La condizione sulla quale ragionare è quella di stabilire se si vuole mantenere un servizio di "vicinato mobile" , e cioè con mercati "leggeri" che si montano la mattina ed al pomeriggio "smontano", o se non si vuole perseguire una logica di mercati in pianta stabile che si svolgano per tutta la settimana.
Appare palese che tipologia di aree interessate e tipi di struttura sono assolutamente differenti. A nostro avviso devono alternarsi ed integrarsi i due meccanismi.
Una parte dei mercati possono mantenere le attuali condizioni, in particolare quelli periferici e, contestualmente, vanno individuate delle aree dove i mercati possono trovare sede stabile.
Nel citato PUC (Piano Urbanistica Commerciale) sono state individuate 10 aree da destinare a mercato. Alcune assolutamente improponibili, ma altre da avviare subito a definizione anche perché andrebbero a sostituire alcuni dei mercati che più preoccupano, come ad esempio quello di via Don Orione.
Riteniamo che una rivisitazione dell'intero sistema mercatale palermitano deve essere attuata seguendo una logica di programmazione e non la ricerca della ghettizzazione o della riduzione del numero dei mercati per sopperire alla autodenunciata affermazione di una parte dell'amministrazione comunale di incapacità a gestire i mercati.
Le proposte.
Dimensionamento del comparto commercio su aree pubbliche.
Avviare un monitoraggio delle 10 aree individuate nel PUC con destinazione a mercati ed avviare l'iter per la realizzazione di almeno cinque mercati in sede fissa.
Le priorità che individuiamo sono le aree che si trovano nelle zone di: Viale Francia (10337 mq), Via Don Orione (11850 mq) della Zisa (6.800 mq) Via Scalea (11000 mq) Via Messina Marine (5500 mq).
Solo dopo avere realizzato alcuni mercati in sede fissa e giornalieri, si potrà parlare di ridurre le aree di mercato esistenti.
Nel riordino dei mercati è necessario individuare quali mercati lasciare giornalieri equilibrando zone di alto valore commerciale (viale Campania e via Galilei) con zone periferiche e di servizio (Pietratagliata o Sferracavallo) e stabilire un crono programma di attività.
Vigilanza nei mercati.
Le forze dell'ordine potrebbero organizzare il servizio di vigilanza esterno ai mercati con la presenza di operatori interforze.
All'interno del mercato, considerato che il fenomeno dell'abusivismo è molto ridotto e che il controllo riguarda più la gestione organizzativa che il contrasto all'abusivismo, fatta eccezione la presenza di operatori lungo i viali, il controllo potrebbe essere operato da degli Stewart o operatori della protezione civile con la possibilità di segnalare eventuali illeciti alle competenti forze dell'ordine..
Gestione dei rifiuti
Per la raccolta dei rifiuti l'obiettivo da raggiungere è l'organizzazione della raccolta differenziata con l'obbligo degli operatori del mercato di depositare i rifiuti selezionati in appositi contenitori forniti dall'AMIA. Questa attività farà parte integrante di un codice di autoregolamentazione dei mercati che curerà gli aspetti organizzativi e commerciali dei mercati.
Iniziative a tutela dei Consumatori
Ad oggi, soprattutto per la mancanza di controlli, i mercatini non garantiscono adeguate misure di garanzia per i consumatori, è in quest'ottica che va inquadrata l'iniziativa "Acquisto Sicuro Sottocasa". L'iniziativa presentata oggi, che nel tempo sarà impinguata da progetti di promozione e comunicazione, rappresenta il primo livello di intervento e si ripropone di rendere "riconoscibili" gli ambulanti in regola.
Gli operatori commerciali su area pubblica in regola saranno riconoscibili attraverso l'esposizione di apposite locandine di riconoscimento nelle quali, oltre al logo di riconoscimento, saranno esposti il nominativo del titolare ed il numero di autorizzazione.
I clienti consumatori, i visitatori ed anche i residenti, potranno promuovere esposti attraverso il numero telefonico 0916831266 o inviando una mai all'indirizzo cfn@confesercentipalermo.it.
Per ogni mercato settimanale sarà istituito un comitato di gestione che vaglierà gli esposti individuando le possibili soluzioni.
Una Conclusione.
La vicenda del trasferimento del mercato di Via Galilei ha visto la nostra opposizione perché era figlia di una logica di ghettizzazione e non di un progetto organico di rivisitazione dei mercati.
Con l'Assessore alle Attività Produttive e con l'omologa Commissione Consiliare Comunale ci eravamo impegnati ad avviare un progetto di rivisitazione dei mercati, la Confesercenti anche attraverso le proposte oggi presentate intende mettere al servizio dell'amministrazione comunale e del Consiglio Comunale la propria esperienza. Auspichiamo, dopo avere constatato l'impegno bipartizan dei consiglieri comunali, che anche da parte dell'intera amministrazione comunale ci sia analogo impegno al fine di definire un percorso che tracci le vie di sviluppo di un importante settore economico cittadino.