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23 Aprile 2010

Lotta al Racket. Il Presidente Giovanni Felice invia una Lettera aperta agli imprenditori palermitani

Il tema del racket e della lotta a questo odioso sistema è al centro della cronaca attuale con fasi assolutamente altalenanti che passano dagli evidenti ed esaltanti successi della magistratura e delle forze dell'ordine agli elenchi degli imprenditori che pagano e che addirittura proteggono i loro aguzzini.

 

Un altro elemento è la recrudescenza del fenomeno, gli incendi appiccati, l'attak nei lucchetti, è del tutto evidente che siamo  in un momento decisivo della lotta al racket ed alla mafia che, avendo perso la propria guida militare ed il controllo del territorio, impone dei pericolosi colpi di coda, nel tentativo di recuperare una "credibilità" oramai definitivamente perduta.

 

Gli atti intimidatori sono espressione di una grande debolezza  della mafia ed è frutto del tentativo di restaurare vecchie gerarchie o di trovare spazio delle nuove leve o, come si evince dalle cronache, di qualcuno che si mette in proprio

 

In questa situazione accade che agli imprenditori che pagano viene chiesto anche da altre fazioni  o da "indipendenti" di pagare mentre a chi non ha mai pagato arrivano avvertimenti e consigli di mettersi a posto.

 

Cari colleghi non è mai giusto pagare, ma in questa situazione non ci resta che una strada. Non pagare e denunciare.

  

Oggi denunciare non è un atto di sconsiderato coraggio, ma di ragionevole necessità. Nessuno è in grado di garantire che pagando si acquista la tranquillità, anzi nel migliore dei casi quando gli estorsori saranno arrestati si dovrà affrontare un processo per favoreggiamento e, nell'attuale situazione, non è detto, anzi è quasi certo, che non si debbano subire ulteriori pressioni o danni.

 

La nostra organizzazione sin dal 1990 ha individuato nel racket un cancro per l'imprenditoria sana e si è sempre battuta al fianco delle imprese, senza falsi moralismi e cercando di capire, pur non condividendole, le motivazioni che potevano portare un imprenditore a rinunciare alla sua libertà di impresa, a rinunciare ai suoi guadagni.

 

Abbiamo con forza motivato la convenienza della denuncia perché denunciare non rappresenta soltanto un dovere civico, ma è, oggi più che mai, un atto di convenienza.

 

Siamo al fianco di chiunque vuole denunciare garantendogli un percorso che limita al minimo i rischi personali. È oramai un fatto accertato che chi denuncia si libera dal giogo mafioso, riacquista la propria libertà e dignità e non subisce danni grazie ad uno stato che dimostra sempre più di permettere a chi denuncia di continuare una vita normale.

 

Un particolare appello lo rivolgo a quegli imprenditori che oggi sono chiamati in procura per confermare o meno di avere pagato, con dolore apprendo dei silenzi, delle reticenze, delle omertà.

 

Non intendiamo lasciarvi da soli in un momento cosi delicato sia dal punto di vista imprenditoriale che dal punto di vista umano. Non vogliamo giudicare le motivazioni che possono avervi portato a cedere ad un cosi vile ricatto, ma il dato certo è che quelle ragioni, qualunque esse siano, oggi non hanno più ragione d'esistere. La "tranquillità" che vi promettevano è diventata un inferno, la possibilità di "potere lavorare", oggi dipende dal Vostro comportamento, infatti, l'essere condannati per favoreggiamento (è questo il reato che commette chi paga il pizzo e non lo conferma), Vi marcherà indelebilmente, le banche vi "chiuderanno i rubinetti", clienti e colleghi diffideranno di Voi, dovrete spiegare ai vostri figli il perché di una scelta che penalizza il loro presente ed il loro futuro.

 

Oggi non sono giustificati ulteriori tentennamenti. Ma mi chiedo e Vi chiedo, che senso ha proteggere chi vi ha spremuto, chi vi ha tolto la serenità, chi mette a repentaglio la vostra attività, il vostro lavoro, il vostro futuro. Che senso ha oggi negare l'evidenza quando anche chi ci ha "mangiato" alla prima occasione s'è pentito ed ha cominciato a collaborare con la giustizia.

 

Cari Colleghi

capisco perfettamente il Vostro stato d'animo, la solitudine nella quale vi trovate ed è per questa ragione che metto a Vostra disposizione l'organizzazione che presiedo, per accompagnarvi in un percorso che vi consenta di riscattare un errore del passato. Quando avete chinato la testa le condizioni erano diverse, oggi magistratura e forze dell'ordine sono in grado, e lo dimostrano quotidianamente, di arrestare e condannare gli estorsori, oggi lo stato è in grado di proteggervi e di ripagarvi degli eventuali danni subiti.

 

Ora spetta a Voi rompere il giogo, sapendo che se farete l'intelligente scelta di dire No al Racket non sarete soli e darete un contributo al vostro riscatto morale ed al riscatto morale della nostra città, oggi avete l'occasione di creare le condizioni per un futuro migliore per le nostre imprese, per Noi, per i nostri figli.

 

Sono certo che valuterete con attenzione l'ipotesi di affrontare insieme il percorso che ci aspetta, e mi permetto di insistere sulla parola insieme, chiamatemi, (331 6670064)  incontriamoci, io e la mia organizzazione, il nostro staff legale siamo con Voi.

 

 

 

 
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